“La Compassione nella cura” Laboratorio residenziale di Mindfulness per clinici 2-4 ottobre 2026, Casale Pundarika – Riparbella (PI)

“Poi si respira dentro al male raccolto e anche dentro a quello inferto – che non fa meno male, anzi – e allora si allarga la trama del tessuto, le sensazioni si stemperano e si intravede di lontano un orizzonte e se è molto buio anche le luci delle stelle. Procedendo sempre a cavallo del respiro. Quindi si stendono mappe celesti, del tipo: la prossima volta che vai in pezzi, non cercare di restare insieme, spolverati sul paesaggio interiore finché scopri un puntino intatto. Credo proprio che si chiami cuore o luogo fondamentale o nucleo inviolabile o orto della tenerezza.”

(C.L.Candiani)

Il laboratorio residenziale di Mindfulness di quest’anno è un invito ad esplorare il vissuto e l’esperienza della compassione nella cura. La parola “compassione” definisce una motivazione umana fondamentale, un’attitudine scritta nei nostri geni che ci permette di riconoscere i dolore altrui come parte della nostra sofferenza. Questa motivazione viaggia insieme ad altre tendenze, ugualmente forti e impellenti, che provengono dal nostro bisogno di difenderci in un mondo sperimentato, da sempre, come minaccioso sotto vari aspetti. Serve equilibrio e la capacità di scegliere da che parte stare, ovvero serve saggezza più che una comprensione di tipo intellettuale.

La motivazione alla compassione v praticata e sostenuta costantemente: antiche resistenze ad essere compassionevoli, tuttora attive in noi e nei nostri pazienti, bloccano lo sviluppo verso l’accettazione delle proprie ed altrui ombre, l’inclusione con gratitudine delle infinite differenze che caratterizzano il senso di sè. Inoltre, l’atteggiamento compassionevole è una scelta etica perchè discrimina la bontà delle azioni umane.

La pratica della compassione verso se stessi attiva il sistema neurologico di “accudimento e calma”, migliora la nostra capacità di stare nell’errore senza bloccarsi nell’autocritica e la relazione terapeutica diviene il luogo dell’accettazione incondizionata. La consapevolezza del terapeuta ha queste due ali: la Mindfulness, che è l’ala della chiarezza, e la Compassione, che è l’ala del cuore. Entrambe diventano i suoi strumenti operativi nella ricerca della competenza alla vicinanza.; rappresentano un’opportunità unica per il paziente, di imparare a stare piuttosto che evitare, conoscere piuttosto che ignorare, integrare piuttosto che dissociare, lasicar andare piuttosto che trattenere cercando risarcimenti.

Cristina, Cecilia, Neus.

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